Acquamarina

L’acquamarina, la più importante tra le pietre semipreziose, è la varietà del berillo di colore azzurro-verdolino chiaro la cui etimologia è ovviamente riferita al colore dell’acqua di mare.

Particolarmente pregiate sono le gemme tendenti all’azzurro, colore che va osservato attraverso la loro trasparenza, e il cui valore di mercato è direttamente proporzionale all’intensità della loro colorazione. Inoltre firma di autenticità è secondo gli esperti, l’improvviso raggio o lampo verde appena sfumato che la pietra presenta sotto un forte fascio di luce.

La gemma, che la leggenda vuole indossata dalle sirene, secondo gli antichi autori oltre a sventare le insidie dei nemici e a mantenere “la concordia tra i conniugi”, era efficace contro diverse infermità e , ridotta in polvere impalpabile, guariva principalmente le malattie degli occhi; portata al dito conferiva e infondeva speranza a chi era vittima di disgrazie :il suo colore simile al cielo era fonte di illuminazione. Era considerato inoltre simbolo di carità,, misericordia, magnanimità e povertà terrena” per fare acquisto della celeste ricchezza spirituale”.

Il suo impiego in gioielleria è abbastanza recente: un secolo o poco più.

Prima era conosciuta solo dai Russi che avevano estesi giacimenti negli Urali e in Siberia. In seguito anche negli Usa avrebbero fornito in abbondanza acquemarina di notevole purezza. Il gioiello più famoso risale al 1950, si tratta di un portacipria a forma di cuore con un eccezionale acquamarina incastonata che un famoso duca di origine siciliano, Fulco Santostefano di Verdura, collaboratore di Chanel e proprietario di un affermato laboratorio orafo a New York, nella Fifth Avenue, aveva creato in oro bianco per Wills Warfield Simpson, moglie di Edoardo VIII d’Inghilterra.

Il corno Napoletano

Il corno portafortuna, conosciuto anche come cornicello (napoletano curniciello), è un amuleto tradizionale di colore rosso, diffuso soprattutto nel mezzogiorno d’Italia.

Il corno è un simbolo apotropaico, ovvero allontanante, inteso come oggetto in grado di scacciare le influenze negative.

“Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.” (Eduardo De Filippo)

Il simbolo del corno è ritenuto di buon auspicio fin dall’antichità per la sua forma fallica che lo rende un emblema di fertilità, virilità e forza fisica. Quest’ultimo significato è legato anche all’uso offensivo delle corna negli animali.

Le antiche credenze sul corno portafortuna

Nella città di Napoli il corno rappresenta uno dei simboli più importanti della cultura popolare. Affinché il corno porti veramente fortuna, ci sono alcune caratteristiche che deve rispettare.

Prima tra tutte deve essere “tuosto, vacante, stuorto e cu’ ‘a ponta“. Deve essere rigorosamente fatto a mano, questo perché l’artigiano riesca a tramandare le sue influenze positive nell’oggetto.

E ultima cosa, più importante, il cornicello deve essere stato ricevuto in dono. Per riceverne gli effetti benefici quindi, l’oggetto scaramantico non va mai comprato. Solo così potrà avere i suoi effetti benefici.

La storia del corno portafortuna affonda le radici nell’antichità. La sua simbologia è diffusa in tutte le civiltà e culture. Deriva da un simbolo fallico, più precisamente, la forma del corno napoletano rappresenta il fallo di Priapo, il dio della prosperità, anticamente considerato simbolo di fortuna e fertilità.

Esso deriva da un usanza ancora più antica, risalente al tempo dei romani, chiamata tintinnabulum.

Nell’antica Roma il tintinnabulum era un sonaglio azionato dal vento e composto da più campanelle legate ad un’unica struttura. I tintinnabula erano appesi sull’uscio delle abitazioni e davanti ai negozi assieme ad una lampada. Si pensa che sia la figura fallica che il suono provocato dal vento fossero considerati come elementi apotropaici.

Per esempio, vari simboli di questo tipo, sono stati rivenuti sia negli Scavi di Pompei che di Ercolano. Molti tintinnaculum sono stati trovati a Pompei, e si trovano nel Gabinetto Segreto, una sezione del museo archeologico nazionale di Napoli, che vede esposti reperti con natura unicamente a sfondo erotico e sessuale. Nel medioevo, poi, il corno assume proprietà magiche, diventando ufficialmente amuleto capace di dell’influenza maligna, il talismano doveva essere rosso e fatto artigianalmente.

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linee

Cosmo Petrone raggruppa diverse linee.

1. Look&Took

Un’azienda relativamente giovane. Il suo fondatore Francesco Petrone nonostante le giovane età ha maturato notevoli esperienze artistiche e creative, presso l’azienda di famiglia e presso lo studio desig McArtur & Brown di New York. Il brand nasce per le collaborazioni con le grandi griffe del settore della gioielleria e dell’accessorio moda. La lavorazione interamente manuale eseguita da un team di esperti artigiani orafi che collaborano con l’azienda rende ogni gioiello unico e curato minuziosamente in ogni particolare e in tutte le fasi lavorative. Le fusioni a cera persa in lega di ottone e bronzo non placcate ma interamente lucidate a mano pezzo per pezzo inalterabili nel tempo sono arricchite da pietre semi-preziose, perle naturali, zirconi e cristalli Swarovsky. Il risultato è un gioielli di elevata qualità interamente Made in Italy ed è rivolto alle donne che amano la semplicità ma allo stesso tempo non disdegnagno l’eleganza, lo stile, la qualità unicità e la bellezza.

Attualmente l’azienda produce due diverse collezioni:

la linea LOOK, interamente in lega di ottone e bronzo dallo stile classico rivisitato in chiave modera con un’ampia scelta di modelli e la linea TOOK, derivata dalla stessa modellistica della Look, è realizzata interamente in argento 925/000 anticato e lucidato a mano senza galvaniche e processi chimici aggiunge quel tocco di preziosità.

2. Mitò

La linea Mitò nasce dalle mani esperte di artisti miniaturisti a cui è affidato il compito di suggellare su pietre vulcaniche, proveniente dal Vesuvio, il meglio del vedutismo italiano tipico del Gand Tour. Creazioni che hanno inizio ben prima della vera e propria raffigurazione dei soggetti: perché c’è la levigazione accurata della pietra vulcanica con antichi utensili, e poi la meticolosa e sapiente mescola di acqua e polveri colorate, ed infine la sua stesura sapiente che dà forma e vita al progetto dell’artista. atmosfere e gestualità che riportano indietro nel tempo, quando alla bottega dei Maestri del calibro di Giacinto Gigante gli allievi ne seguivano appassionatamente l’insegnamento. Di quei momenti, di quelle atmosfere, Mitò ha voluto riportare fragranze e profumi, la dedizione incondizionata ed il piglio creativo; alchimie niente affatto irripetibili, perché il gran segreto sta in pochissimi ma fondamentali ingredienti: tanta anima e mani esperte, il resto viene naturalmente da sé, e l’incanto comincia a generare incantesimi. Alla fine, ogni singola miniatura è incastonata dai Maestri orafi in cornici di argenteo 925 o in bronzo , con perle naturali e pietre semipreziose; una finitura limitata all’essenziale, discretissima, affinché nulla sia sottratto al meritato protagonismo delle opere. Un artigianato prezioso ed unico, riscoperto da Mitò volgendo nostalgicamente lo sguardo al passato, ma con convinzione che oggi vi sia ancora l’opportunità ed il diritto di riappropriarsi di emozioni e sentimenti

 

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